Archivio | ottobre, 2010

Una Daze entra in un caffè

26 Ott

Bar fighetto, all’ora dell’aperitivo. Tiro fuori una confezione di pastiglie con su scritto il mio nome.

Cameriera: buonasera, desiderate ordinare? (ammicca con sorriso nostalgico)
Io: si, grazie! Gradiremmo due caffè al ginseng tazza grande e dell’acqua…
Cameriera: bene… (sorride, sembra commossa) scusa…?
Io: (perplessa) si…?
Cameriera: (emozionata) è che mi ricordi tanto mia nonna con il nome sulle pastiglie…

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E se

3 Ott

E se decidessi di non essere malata?
E se decidessi di non aver bisogno di pillole e goccine per essere felice?
E se decidessi di non essere il mostro che sono ora?
E se tutto questo funzionasse davvero?

Sparire.

3 Ott

Giuro che non mi illuderò più. Prenderò le pillole, seguirò le istruzioni.

Non crederò più che un po’ di sole possa asciugare le ferite.

Non penserò più che la pioggia possa mischiarsi alle mie lacrime e portarle via. Per sempre.

Non chiederò mai più di essere salvata, perchè la mia voce si è goà persa troppe volte nel vento.

Non crederò più di potermelo meritare e pagherò anche per i peccati non commessi.

Solo. Fatemi sparire e null’altro vi chiederò.

Ora. Devo smetterla di pinagere perchè presto il lexotan farà effetto, lo so.